Fobie è una nuova antologia di racconti pubblicata da Ciesse edizioni e curata da Alessandro Greco.
In questa tappa del blog tour, intervista doppia a due autori dell’antologia: Alessandro Di Nisio e io me medesimo (Andrea Malabaila).
Mettiamo subito le cose in chiaro: quali sono le tue fobie?
Alessandro: Mia moglie dice che sono ipocondriaco… Bah! Solo perché passo un quarto del mio tempo libero a misurarmi il termometro. Faccio semplici rilevazioni statistiche sulla mia temperatura corporea basale, che però non sono attendibili perché i termometri mentono. Io ho la febbre, me lo sento! Ma i termometri complottano contro di me.
Andrea: Nuotare dove non si tocca, assaggiare piatti strani, arrivare in ritardo, il telefono, l’Inter dopo Calciopoli.
La fobia più simpatica. (Per quanto possa essere simpatica una fobia).
Alessandro: Uxorofobia: non so se esista, ma io ne sono irrimediabilmente affetto. Ho paura di mia moglie, probabilmente da quella volta in cui mi ha picchiato con la gruccia di un vestito.
Andrea: L’hipopotomonstrosesquipedaliofobia. Che sarebbe la fobia delle parole lunghe. Bel bastardo quello che l’ha chiamata così.
E adesso parlaci di Fobie.
Alessandro: Fobie è un grande progetto, partorito e accudito da quella mente geniale e malata del curatore Alessandro Greco durante uno dei suoi lunghi soggiorni nella cella di isolamento del manicomio criminale dove attualmente è detenuto. Probabilmente ha pensato: e se prendessi quindici squilibrati con la propensione per la scrittura e li convincessi a parlare delle loro fobie, forse potrei avere giovamento terapeutico nel verificare che al mondo esistono situazioni più disperate della mia…
Andrea: Un’antologia piena di bella gente. Non ho ancora avuto modo di leggerla, ma i nomi sono una garanzia, da Morozzi a Eva Clesis. E poi ci sono io col racconto Ogni cosa al suo posto, una storia con un protagonista che soffre di ataxofobia, cioè della paura del disordine.
Perché dovremmo acquistarlo / leggerlo / consigliarlo?
Alessandro: Perché l’antologia tratta di un argomento serio, quello dei disturbi che possono condizionare la vita di una persona, ma con lo strumento dello humour noir. Perché il lettore si può identificare in misura più o meno importante in uno dei personaggi fobici dei racconti, o al più riconoscere soggetti che popolano la sua quotidianità. Prendiamo il mio personaggio, ad esempio: Anselmo Tornabene è affetto dalla paura ossessiva di essere derubato o fregato in qualche maniera, e ciò lo porta ad avere comportamenti maniacali, come il controllo minuzioso delle bollette delle sue utenze, l’ossessione verso le offerte dei supermercati e la sua solitaria battaglia contro le compagnie petrolifere. Chi lavora a contatto con il pubblico – in banca piuttosto che in una società di servizi – riconoscerà sicuramente Anselmo in uno dei suoi clienti.
Andrea: Perché, in caso contrario, sentirete presto suonare il vostro campanello e dall’altra parte ci sarà il curatore Alessandro Greco e, insomma, non vorrei trovarmi al vostro posto.
Raccontaci i tuoi progetti futuri.
Alessandro: Progetti futuri? Dal punto di vista personale veder crescere insieme a mia moglie le nostre meravigliose figlie, dal punto di vista professionale chissà, magari pubblicare un romanzo? Vedremo.
Andrea: Le solite cose. Scrivere un capolavoro. Vendere un milione di copie. Vincere il Premio Strega. Insomma, l’ho detto: le solite banalissime cose.
Fobie blog tour – sesta tappa.
Il blog tour prosegue con l’ottava tappa qui.